Dopo un mese -e anche più- di quarantena, ci siamo abituati, affacciandoci alla finestra, a vedere sempre i soliti pezzi di Mondo, sempre il solito spicchio di Universo.
Siamo a casa e vorremmo riprendere le nostre vite, il nostro lavoro.
Addirittura ci manca la monotonia della routine.
La sensazione è che mentre sia facile bloccare tutto e chiedere di restare a casa, la cosa difficile sia organizzare la ripartenza.
E allora cosa fare per fuggire dalla noia ed allontanare il pensiero del "carcere domestico"?
Ruota tutto intorno alla nostra mente.
Basta prendere in mano un libro ed iniziare a sfogliarlo e a leggerlo.
Inizia un viaggio, attraverso luoghi nuovi, storie nuove.
Un viaggio condito di profumi, sapori, emozioni.
E così io ho sentito la brezza di Istanbul, leggendo "Rosso Istanbul" di Ferzan Ozpetek. Ho sentito i profumi di quella città e ne ho sentito il vocio continuo di sottofondo. Ho sentito sulla pelle le stesse emozioni vissute dal protagonista per quel suo continuo desiderio di sentirsi accettato al 100 % dalla sua famiglia.
Poi ho sentito su di me il freddo dell'inverno di Oslo, grazie a Jo Nesbo e all'ultimo dei suoi fantastici libri sulle indagini del Commissario Harry Hole, "Il Coltello". Suspense, giri vorticosi, cadute e risalite. Ed ho bevuto insieme ad Harry dell'ottimo Jim Beam. Ho provato a convincerlo a provare la grappa barricata, ma non ci sono riuscito.
Ho viaggiato nello zaino del Direttore Mario Calabresi ed ho ascoltato con lui le storie che lo hanno spinto a scrivere "La Mattina Dopo". Tanti angoli del mondo conosciuti in 130 pagine e tante storie di uomini e donne da metabolizzare e farle entrare dentro di me per rendermi migliore. Non riusciamo neanche ad immaginare quanti eroi ci siano nascosti tra le pieghe delle grandi città.
Non leggo per passare il tempo, leggo per curiosità, per la voglia di trovarmi in posti così lontani semplicemente stringendo un libro tra le mani.
Leggo per la voglia di conoscere sempre una storia in più da poter raccontare.
Leggo per la voglia di viaggiare con la mente pur restando fermo in casa. Sul divano. Aspettando di ripartire.
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martedì 14 aprile 2020
venerdì 10 aprile 2020
IL TEMPO DELLA BELLEZZA
Il tempo scorre, ma a noi sembra non passare mai.
Il momento particolare che stiamo vivendo non aiuta a distendere gli animi e ad accelerare le ore da vivere vedendo sempre lo stesso, identico cielo bianco del soffitto di casa nostra.
"La bellezza salverà il mondo", diceva il Principe Myskin ne "L'Idiota" di Dostoevskij.
E cosa può esserci di più bello dell'arte in ogni sua forma?
L'arte non è solo nelle piazze, nei vicoli delle città o nei musei, l'arte è intorno a noi in ogni momento e, a volte, è addirittura dentro di noi.
Curiosità e passione ci aiuteranno a ricercare la bellezza in ogni angolo e trasformeranno la nostra casa in uno spazio immenso da esplorare.
Ci dimenticheremo la condizione che stiamo vivendo.
Scrivere storie che da tempo affollavano la nostra mente e che non avevamo mai avuto il tempo di imprimerle sulla carta.
Leggere un libro che non avevamo mai avuto il tempo di leggere.
Guardare un film che non avevamo mai avuto il tempo di guardare.
Disegnare, se ne siamo capaci.
Ascoltare della musica, magari tornando anche indietro nel tempo.
Tutte cose che troppo spesso rimandiamo perché siamo troppo impegnati a correre, senza sapere neanche bene dove.
Ogni cose che ci fa vibrare è arte. Approfittiamo di questo momento per tornare a vibrare, lasciando da parte le corse affannose.
La bellezza forse non salverà davvero il mondo (o forse sì), ma di sicuro ci aiuterà a vivere meglio e ci permetterà di guardare il domani (ed anche l'oggi) con più serenità.
Mai come in questi giorni avvertiamo la differenza tra il "tempo della scienza" ed il "tempo della coscienza", per citare Henri Bergson.
Il tempo scorre, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo.
Sentiamo rimbombare nella testa gli scocchi delle lancette che scandiscono ogni istante delle nostre giornate.
In nessun modo possiamo incidere sullo scorrere cadenzato ed inesorabile del "tempo della scienza". Qualsiasi cosa accada -anche una pandemia- i secondi si rincorreranno sempre allo stesso ritmo.
Possiamo invece agire con molta più convinzione e con risultati apprezzabili sul "tempo della coscienza", quello che per Bergson è un tempo interiore e soggettivo e che risente sia dello stato d'animo del momento che delle esperienze vissute.
Il momento particolare che stiamo vivendo non aiuta a distendere gli animi e ad accelerare le ore da vivere vedendo sempre lo stesso, identico cielo bianco del soffitto di casa nostra.
"La bellezza salverà il mondo", diceva il Principe Myskin ne "L'Idiota" di Dostoevskij.
E cosa può esserci di più bello dell'arte in ogni sua forma?
L'arte non è solo nelle piazze, nei vicoli delle città o nei musei, l'arte è intorno a noi in ogni momento e, a volte, è addirittura dentro di noi.
Curiosità e passione ci aiuteranno a ricercare la bellezza in ogni angolo e trasformeranno la nostra casa in uno spazio immenso da esplorare.
Ci dimenticheremo la condizione che stiamo vivendo.
Scrivere storie che da tempo affollavano la nostra mente e che non avevamo mai avuto il tempo di imprimerle sulla carta.
Leggere un libro che non avevamo mai avuto il tempo di leggere.
Guardare un film che non avevamo mai avuto il tempo di guardare.
Disegnare, se ne siamo capaci.
Ascoltare della musica, magari tornando anche indietro nel tempo.
Tutte cose che troppo spesso rimandiamo perché siamo troppo impegnati a correre, senza sapere neanche bene dove.
Ogni cose che ci fa vibrare è arte. Approfittiamo di questo momento per tornare a vibrare, lasciando da parte le corse affannose.
La bellezza forse non salverà davvero il mondo (o forse sì), ma di sicuro ci aiuterà a vivere meglio e ci permetterà di guardare il domani (ed anche l'oggi) con più serenità.
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